Ci incontreremo in una stella

Il percorso dei bambini cinquenni della Scuola dell’Infanzia di Via Coriolano si è concluso con una festa intensa e carica di emozioni

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Matteo Renzulli

Dirigente Scolastico

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Ci incontreremo in una stella .. perchè

«Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.»

Marcel Proust

Ci sono viaggi che non si lasciano misurare dalle mete raggiunte, viaggi che non portano solo lontano ma dentro: viaggi che non cambiano i luoghi ma lo sguardo con cui li abitiamo perché il loro valore più profondo non si vede, ma si sente. Viaggi silenziosi e profondi, che nascono piano e, giorno dopo giorno, trasformano ciò che si è in ciò che si diventa; sono cammini fatti di piccoli gesti quotidiani, di presenze che diventano famiglia, di attese, scoperte e sorrisi che, senza accorgersene, costruiscono mondi interiori. E ciò che sembra semplice, col tempo, si rivela prezioso: diventa memoria, appartenenza, crescita. È allora che si comprende come ogni vero viaggio non cambi soltanto ciò che si vede, ma soprattutto ciò che si è capaci di vedere.

Il percorso dei bambini cinquenni della Scuola dell’Infanzia di Via Coriolano si è concluso con una festa intensa e carica di emozioni, che ha rappresentato l’ultimo tratto di un cammino iniziato tre anni fa. Un cammino fatto di crescita, scoperte, relazioni e significative esperienze educative, che ha accompagnato i bambini verso il passaggio alla scuola primaria.

Tre anni fa i bambini sono entrati nella scuola dell’infanzia con sguardi vivaci e curiosi, con quella meraviglia autentica capace di trasformare ogni esperienza in scoperta, con occhi spalancati sulla vita, incantati sul mondo, che hanno accolto con stupore e fiducia le possibilità infinite. Nel tempo il loro sguardo è cambiato ed hanno trasformato i luoghi in finestre da cui guardare il mondo in maniera diversa scoprendo che il valore più grande risiede nell’altro e nella meraviglia che lo stare insieme sa offrire aprendo a nuovi s-punti di vista in cui conoscersi e conoscere. Da qui la metafora del viaggio intesa come processo, come percorso, non misurato dalle tappe raggiunte ma nel cammino intrapreso, negli inciampi, nelle salite ..da cui poi osservare un panorama mozzafiato accanto a chi ha scelto di condividere con noi il sentiero, nelle vittorie, nelle scoperte, negli incontri e perché no, negli scontri.. tornando a casa con occhi nuovi: occhi che riconoscono nei sogni realtà possibili che sanno intravedere nell’impossibile l’apertura ad ulteriori opportunità. In fin dei conti, …«Se puoi sognarlo, puoi farlo.» Walt Disney.

Il termine di questo viaggio è stato significativo e profondo: un primo momento ha visto i grandi salutare i piccoli del plesso, parte attiva e partecipe del loro viaggio, sempre presente in ogni istante. La forza di un’esperienza comune che ha lasciato tracce leggere ma indelebili ha toccato le corde di tutti i presenti attestando un passaggio che non separa, ma unisce; che non chiude, ma continua.

La presenza delle famiglie ha reso tutto ancora più intenso. Attraverso canti, racconti e momenti condivisi, i bambini hanno ripercorso il loro cammino con autenticità e stupore, restituendo frammenti di vita. La festa è diventata così un luogo dell’anima, un punto di incontro tra ciò che è stato e ciò che sarà. Il momento del saluto ha segnato un passaggio importante. Non una fine, ma una trasformazione perché ciò che è stato vissuto non si interrompe: continua a vivere nei bambini, nel loro modo di guardare il mondo, di porsi domande, di riconoscere l’altro ricordando sempre che «Ogni bambino è una promessa di futuro.» (Tagore)

Ognuno di loro porterà con sé uno “zaino invisibile”, fatto di esperienze, emozioni, legami e apprendimenti. Un bagaglio leggero e prezioso, che non si vede ma sostiene ogni passo del cammino.
A conclusione del momento una stella, un puntino piccolo ma visibile nel tempo, ha rappresentato il simbolo più profondo di questo passaggio: un filo luminoso che unisce il tempo vissuto al futuro che attende i bambini. Una stella che non indica soltanto una direzione, ma che conserva la memoria di ciò che è stato e apre alla possibilità di ciò che sarà. Una stella che parla il linguaggio dello sguardo nuovo, quello di Proust, perché è proprio cambiando occhi che si continua a crescere. Con questo spirito, la Scuola dell’Infanzia di Via Coriolano saluta i suoi bambini cinquenni, augurando loro di affrontare il nuovo cammino con fiducia, curiosità e meraviglia. Che possano continuare a guardare il mondo con occhi capaci di scoprire, a riconoscere nei sogni una direzione possibile, e a ritrovare, nel tempo, quella stessa stella come segno di appartenenza e memoria.
Buon viaggio, bambini…in qualche modo, ci incontreremo sempre lì: in una stella.