“Io sono me stesso”: grido di libertà e di memoria.

Riflettere sull'unicità significa celebrare la diversità, capire che non siamo "pezzi mancanti" di nessuno, ma esseri completi nella nostra varietà.

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Matteo Renzulli

Dirigente Scolastico

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Il 20 gennaio, in occasione dell’open doors, i piccoli delle sezioni della scuola Coriolano hanno aperto le porte agli alunni delle classi terze della Scuola primaria Collodi.

Insieme hanno sfogliato le pagine di “Pezzettino” di Leo Lionni, per riflettere sul concetto di identità ed unicità.

Quella lettura, però, non è rimasta confinata tra le mura di un’aula: è diventata una riflessione per gli alunni delle terze in occasione della giornata della Memoria.
Perché parlare anche oggi di Pezzettino?
Collegare questo racconto alla Giornata della Memoria può sembrare un salto audace, ma è in realtà una scelta profondamente radicata nel valore dell’educazione civica.

La storia ci insegna che i periodi più bui dell’umanità sono nati dal tentativo di annullare l’individuo, di togliere dignità all’unicità per trasformare le persone in numeri, in “pezzi” senza nome.
Riflettere sull’unicità con i bambini significa celebrare la diversità, capire che non siamo “pezzi mancanti” di nessuno, ma esseri completi nella nostra varietà.
Se imparassimo a dare valore alla nostra “forma”, impareremmo a rispettare anche quella degli altri, qualunque essa sia.

Oggi più che mai educare all’unicità è l unico modo per non dimenticare.